La più balla del mondo

Ogni volta che sento la solita tiritera della Costituzione più bella del mondo mi viene l’orticaria. Innanzitutto perché ho una particolare allergia a ogni manifestazione di quella particolare arroganza dell’ignoranza che permette di estendere all’universo le proprie poco fondate opinioni, esprimendosi in valutazioni di merito tanto più convinte quanto meno fondate, poi perché queste affermazioni … More La più balla del mondo

Setta a responsabilità limitata

La vicenda dello stimato collaboratore della signora Raggi è stata gestita in modo perfettamente consono alla statura intellettuale e morale dei suoi protagonisti. Credo che valga la pena analizzarla con una certa attenzione, dal momento che attraverso questa lente è possibile mettere in prospettiva le principali caratteristiche del movimento casaleggese. Mai come in questo caso, del resto, l’aggettivo si rivela appropriato: Virginia Raggi ha vinto le famigerate consultazioni online gestite dalla Casaleggio associati, è stata fortemente voluta dal fu Casaleggio padre, e a quanto pare è stata salvata dal figlio di cotanto padre, un tizio che per i suoi meriti, tutti ascrivibili all’anagrafe, e per i suoi modi potrebbe ben esser chiamato l’untuoso del signore. Per completare l’opera, la sindaca sarà d’ora in poi messa sotto tutela, per esempio dal vicesindaco ex leghista e compagno di merende della cara vecchia Casaleggio associati, vale a dire la stessa azienda con cui madame ha firmato il celebre contratto capestro prima della candidatura. … More Setta a responsabilità limitata

Il bug della rappresentanza

La proposta di Pisapia, persona degnissima, è arrivata buona ultima in una lunga serie di progetti per la costituzione di un soggetto unitario a sinistra, ed era quasi inevitabilmente destinata alla stessa fine di quelle che l’hanno preceduta. Dalla fine farsesca di Rifondazione Comunista in poi, non è mai stato possibile costruire un soggetto che avesse un’esistenza non completamente velleitaria, una valenza non semplicemente accessoria e una proposta non banalmente identitaria. Eppure, appare evidente che lo smantellamento dello stato sociale, i disastri della finanziarizzazione, l’impoverimento dei lavoratori, la predita di rappresentatività delle istituzioni e, più in generale, il disagio economico, sociale, culturale e persino esistenziale di questi ultimi anni rendono necessaria, e urgente, un radicale ripensamento delle attuali condizioni di esistenza, e che proprio questo dovrebbe essere il terreno proprio delle forze di sinistra. … More Il bug della rappresentanza

Il regime degli idioti

Si può dire che il Movimento 5 stelle è un cospicuo idiota collettivo, efficace versione 2.0 di quel partito come intellettuale collettivo che ha fatto la storia del Novecento. Si dirà che analoghe forme di idiosincratizzazione cognitiva, se mi si fa passare questo orrendo conio, hanno permeato più o meno ogni istanza politica, con ogni evidenza nei totalitarismi ma anche nelle più misurate e beneducate forme di partecipazione democratica: a dare retta a Schmitt, il politico si fonda in quanto tale sul riconoscimento di un altro come irriducibilmente altro e dunque nemico, e pertanto, aggiungeremmo noi, su un idiotismo fondativo. … More Il regime degli idioti

Un sì convinto ma non entusiasta

Certo, vedere la costituzione scritta da Dossetti, Terracini e Lelio Basso (per esempio) riscritta, in parte, da Boschi e Renzi (tra gli altri) non è una gran cosa, ma questa è l’Italia di oggi e quella è di allora e, prima che di farsi assalire da un ritorno di nostalgia sarebbe bene ricordarsi che l’Italia di allora era appena stata quella della Risiera di san Saba e della banda Koch, e stava per diventare quella di Gladio, di Portella delle ginestre e di Scelba. A ogni epoca, insomma, la sua costituzione, specie nella parte che determina le regole del gioco; a meno di vederla come una sorta di decreto divino, perfetto per articolo di fede e immutabile sotto pena di eresia. … More Un sì convinto ma non entusiasta

Il messaggio, il selfie, il suicidio

Svolgere un’attività in modo continuo, persino ossessivo, non implica necessariamente che se ne abbia padronanza, o per lo meno contezza. Ciò è particolarmente vero nel caso della comunicazione: viene praticata con un’intensità senza pari, senz’altro superiore ai meriti di ciò che viene comunicato, eppure le modalità con cui la si pratica sono di un’ingenuità disarmante. Un caso interessante in questo senso è quello di Tiziana Cantone, e delle molte altre vicende simili, fortunatamente meno tragiche. … More Il messaggio, il selfie, il suicidio

L’utero in comune

A me pare che il dato più significativo della (meritatamente) sfortunata campagna per il Fertility Day sia la definizione della fertilità come “bene comune”, con la quale si uniscono la classica visione per cui ciò che avviene in una vagina non sia di esclusiva pertinenza della proprietaria della vagina stessa ma riguardi l’insieme del consesso sociale, e il modello di campagna demografica di ducesca memoria che a tanti è stata richiamata, per cui è interesse collettivo che si facciano più figli. … More L’utero in comune

La secessione privata

Mi pare che si stia assistendo con frequenza sempre maggiore a casi di conflitto tra l’autorità dello Stato e la proprietà privata, nell’accezione estremamente estesa che oggi prevale. In questo senso, la questione tra Apple e Fbi assume una valenza quasi paradigmatica: al di là del merito specifico, infatti, quello che si profila è un … More La secessione privata