La questione (politica) degli universali

Un celebre detto di Margaret Thatcher suona così “who is society? There is no such thing! There are individual men and women and there are families and no government can do anything except through people and people look to themselves first”. Si tratta di un’ovvietà e, come spesso accade alle ovvietà, anche di una castroneria: se è ovviamente vero che l’esistenza reale spetta solo agli individui e che i soggetti collettivi sono una finzione o, meglio, una rappresentazione rispetto al piano dell’esistenza reale, è altrettanto vero che gli individui non si danno al di fuori di queste rappresentazioni sociali, e soprattutto che non si danno politicamente. Prova ne sia che la stessa Thatcher, dopo aver negato l’esistenza della società, è costretta ad affiancare agli individui una formazione sociale, vale a dire la famiglia. Meglio ancora: un conservatore che afferma un simile principio sta segando il ramo su cui siede, visto che se non esiste la società non esistono nemmeno la nazione, la patria, le tradizioni e neppure il mercato. … More La questione (politica) degli universali

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Da Ferrante a Swift

L’anonimato dell’autore non è mai una condizione neutrale rispetto al testo, tanto che il romanzo moderno nasce attorno alla convenzione, continuamente rinnovata, del manoscritto ritrovato. Sembra facile liquidare la questione dicendo che l’essenziale, se non proprio tutto ciò che abbia importanza, è consegnato alla pagina, che l’opera è autonoma e che la vita dell’autore sono benedetti fatti suoi. … More Da Ferrante a Swift

Umanità

I have ever hated all nations, professions, and communities, and all my love is toward individuals: for instance, I hate the tribe of lawyers, but I love Counsellor Such-a-one, and Judge Such-a-one: so with physicians (I will not speak of my own trade) soldiers, English, Scotch, French, and the rest. But principally I hate and … More Umanità

Carnivorie

Credo che la posizione antispecista non stia in piedi per una patente contraddizione logica, tanto grossa da renderla insostenibile: essa infatti sostiene una continuità tra l’uomo e l’animale, a partire dalla comune capacità di sentire e di soffrire. Lasciamo perdere l’evidente arbitrio per cui proprio tale capacità dovrebbe essere fondativa di diritto, anche solo nella limitatissima accezione del diritto a non provare sofferenza, e concentriamoci sulla contraddizione, talmente maiuscola da essere, a mo’ di purloined letter, invisibile: proprio tale condizione, tanto primaria da abolire ogni differenza tra uomo e animale, sarebbe all’origine dell’imperativo etico, il quale varrebbe però soltanto per l’uomo, appunto perché solo l’uomo è soggetto morale. … More Carnivorie