Grammatica, retorica e politica

Poco prima che i protagonisti arrivino sul luogo dell’atterraggio di una delle astronavi aliene di Arrival, c’è uno scambio di battute in cui lo scienziato Ian Donnelly (Jeremy Renner) contesta la tesi della linguista Louise Banks (Amy Adams), secondo la quale il linguaggio sarebbe la matrice della civiltà, affermando che invece la civiltà si identificherebbe … More Grammatica, retorica e politica

Dispositivi – I

La tecnologia trasforma la realtà, anche quando questa realtà si intendesse in senso esclusivamente sociale: basti pensare al caso esemplare della stampa, che ha reso possibili giganteschi cambiamenti nella produzione e nella circolazione del sapere, mettendone in crisi tutte le precedenti istituzioni; e fin qui siamo al luogo comune. Una questione forse meno ovvia, tanto … More Dispositivi – I

Corrispondenze

Ho una grande stima per Luigi Castaldi, il cui blog è da anni per me un esempio e un’ispirazione, per la sua straordinaria capacità di affrontare le questioni di maggior momento con acume, profonda conoscenza degli argomenti più vari e stile tanto ricco quanto incisivo. Trovo, però, che a volte la sua capacità di andare … More Corrispondenze

La questione (politica) degli universali

Un celebre detto di Margaret Thatcher suona così “who is society? There is no such thing! There are individual men and women and there are families and no government can do anything except through people and people look to themselves first”. Si tratta di un’ovvietà e, come spesso accade alle ovvietà, anche di una castroneria: se è ovviamente vero che l’esistenza reale spetta solo agli individui e che i soggetti collettivi sono una finzione o, meglio, una rappresentazione rispetto al piano dell’esistenza reale, è altrettanto vero che gli individui non si danno al di fuori di queste rappresentazioni sociali, e soprattutto che non si danno politicamente. Prova ne sia che la stessa Thatcher, dopo aver negato l’esistenza della società, è costretta ad affiancare agli individui una formazione sociale, vale a dire la famiglia. Meglio ancora: un conservatore che afferma un simile principio sta segando il ramo su cui siede, visto che se non esiste la società non esistono nemmeno la nazione, la patria, le tradizioni e neppure il mercato. … More La questione (politica) degli universali

L’autenticità del selfie

Uno dei concetti chiave del Novecento è quello di autenticità. Si tratta di un concetto propriamente moderno, un prodotto maturo della civiltà industriale: soltanto un’epoca in cui la produzione e la riproduzione avessero raggiunto una tale facilità e abbondanza si sarebbe potuta sollevare la questione della sua origine, della distinzione della cosa da una sua copia o una qualche versione, a vario titolo, impropria […] Il bello è che, in questo modo, l’autenticità si differenzia dalla verità, se non vi si contrappone esplicitamente. … More L’autenticità del selfie

Il testo e la materia

Un testo scritto è, letteralmente, la stessa cosa anche se riprodotto infinite volte e in infinite guise. “Pape Satàn Aleppe” è un pezzo del testo della Divina commedia sia se si trova all’interno di una pregevole edizione del testo di Dante, sia se è il titolo di un libro di Umberto Eco, sia se lo si legge scritto a pennarello nel cesso di un autogrill. Invece, “Pape Satàn Aleffe”, anche a trovarla in uno straordinario esemplare manoscritto della Commedia, sarebbe comunque una lezione errata. Il testo verbale, insomma, è indipendente dal supporto su cui viene riprodotto ma è fortemente vincolato alla sua lezione originale: ogni variazione, almeno in linea di principio, genera un nuovo testo. In altre parole, il testo verbale è allografo. Altre opere hanno invece una natura autografa, nel senso che la loro identità non è separabile dalla loro prima occorrenza: per esempio, i graffiti di Lascaux sono compiutamente se stessi solo sulla parete di quella caverna, altrove sono, appunto, riproduzioni. Le due versioni della Medusa di Caravaggio sono due opere distinte, ognuna delle quali è originale, e quella qui sotto è una riproduzione di entrambe. … More Il testo e la materia

La strana macchina delle parole

A tutta prima, sembra abbastanza semplice dire che cosa sia un testo: una sequenza di parole disposte in modo significativo, tale da poter essere riprodotta su diversi supporti. Chiaramente, qui si intende il termine nel suo senso più specifico, quello verbale; sappiamo bene che in molti campi la valenza di testo può essere attribuita a oggetti ben diversi: una musica, innanzitutto, ma anche una sequenza di numeri o di operazioni, un’opera d’altre figurativa e persino un oggetto d’uso, per esempio in ambito archeologico o storico (un reperto è un testo). … More La strana macchina delle parole

L’evoluzione e la teodicea

Perché la teoria darwiniana è il campo di battaglia tra scienza e religione? Certo, la Bibbia dà un resoconto abbastanza dettagliato della creazione e, a prenderla letteralmente, non c’è spazio per equivoci. D’altra parte, va detto che molte denominazioni religiose che si rifanno a questo testo non sembrano avere grossi problemi: né la grande maggioranza delle diverse scuole dell’ebraismo, né la Chiesa cattolica e nemmeno quelle luterane si fanno grandi problemi in questo senso, forti di una tradizione ermeneutica che offre soluzioni ben più articolate dell’interpretazione letterale. Del resto, lo stesso resoconto biblico offre buoni appigli in questo senso: la progressività della creazione, che era già ben presente ai commentatori talmudici fin dalle parti più antiche della Mishnah, non è affatto incompatibile con il processo della selezione naturale, specie se letta attraverso l’idea dell’autonomia del creato, che si muove per conto suo secondo logiche proprie, idea molto presente in ambito ebraico. … More L’evoluzione e la teodicea

Il messaggio, il selfie, il suicidio

Svolgere un’attività in modo continuo, persino ossessivo, non implica necessariamente che se ne abbia padronanza, o per lo meno contezza. Ciò è particolarmente vero nel caso della comunicazione: viene praticata con un’intensità senza pari, senz’altro superiore ai meriti di ciò che viene comunicato, eppure le modalità con cui la si pratica sono di un’ingenuità disarmante. Un caso interessante in questo senso è quello di Tiziana Cantone, e delle molte altre vicende simili, fortunatamente meno tragiche. … More Il messaggio, il selfie, il suicidio